Ventimiglia e il passo della morte

A fine giugno con un gruppo di capi della comunità capi siamo andati a Ventimiglia, abbiamo percorso il famoso “Passo della Morte”, quello dove molti migranti rischiano la vita. Eravamo in buona compagnia con un capo della comunità capi Lago di Varese 7 e alcuni amici.

Durante questo viaggio abbiamo incontrato Don Rito Alvarez, il prete delle Gianchette, che tra il 2016 e il 2017 ha accolto nella sua chiesa i migranti che si erano rifugiati sotto i ponti di Ventimiglia, ha letteralmente aperto le porte della chiesa lasciandoli entrare a dormire.

Abbiamo conosciuto anche Delia, la proprietaria del bar Hobbit, che ha scelto di aprire le porte del suo bar ed aiutare le persone che avevano bisogno, rischiando però di perdere tutti i suoi clienti.

Riportiamo qui sotto una riflessione fatta da un capo al ritorno da questo viaggio.

Sapete perché le persone non ne vogliono sapere dei migranti?


Chiudiamo i porti…. ma il vero dramma è che noi chiudiamo le orecchie
e non vogliono sapere perché sono arrivati, come sono arrivati,
cosa hanno dovuto passare, come sono stati torturati, sfruttati e rifiutati alle frontiere…
Volete sapere perché non vogliamo sapere tutte queste cose?
Perché quando scopri le loro storie e la loro condizione … sei fottuto!

Si è proprio questa la parola… sei fottuto… perché non puoi più tornare indietro,
la coscienza non te lo permette … perché per ignorali dovresti smettere di essere umano.

Io sono nata in Italia e come tanti italiani ci siamo trovati qui…noi forse non abbiamo colpe dirette per la situazione di oggi… peró abbiamo RESPONSABILITÁ

Il nostro compito è raccontare e far conoscere la realtà.
La realtà di sentieri dirottati per mandare le persone giù dai dirupi

…se il favoreggiamento della migrazione clandestina è reato …che cos’è il favoreggiamento della morte?
La realtà di minori che vengono respinti o a cui viene falsata la data di nascita per farli risultare maggiorenni e negare loro i diritti fondamentali, se il favoreggiamento della migrazione clandestina è reato… che cos’è negare i diritti fondamentali?

Mettere consapevolmente in strada una ragazzina che probabilmente per sopravvivere finirà per prostituirsi non è reato?

Sapete perché non ne vogliamo sapere dei migranti?
Perché non ci interessa…perché partiamo dal presupposto che noi siamo uomini gli altri invece sono numeri… quindi se sono numeri la nostra coscienza é “assolta” e noi non ci sentiamo in colpa…

Vogliamo essere maestri di diritti umani ma poi nel nostro paese li vediamo infrangere ogni giorno, ma se li infrangono sugli italiani ci muoviamo… se li infrangono su non italiani non ci muoviamo, come se avessimo sostituito la parola italiani alla parola umani… diritti italiani non diritti umani…
Dov’è l’idea di bene comune verso cui dovremmo andare?
È un bene comune o è un bene solo Italiano?
Noi abbiamo RESPONSABILITÁ.

BUONA STRADA!

Appena usciti dal filo spinato che divide Italia dalla Francia

Il passo della morte

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