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dal 20/6/2003
La voce dell'AGESCI
In seguito al clamore suscitato negli ultimi giorni da articoli scritti su alcuni quotidiani nazionali, pubblichiamo di seguito la comunicazione ufficiale dell'AGESCI (presente anche sul sito nazionale).
Inoltre, per completezza d'informazione, nella sezione notizie trovate utili spunti di riflessione.

 «      Agesci e omosessualità: comunicazione ai capi e a tutti coloro che abbiano volontà di leggere per capire 

Conoscere, comprendere, agire. Affrontiamo anche il tema dell'omosessualità.

Chi fa educazione non può non interrogarsi con metodo, costanza e onestà intellettuale su tutti i temi che interpellano l’educatore.La comprensione di fenomeni complessi, l'approfondimento dei diversi profili, la riflessione sono un dovere del singolo educatore, delle comunità nei singoli Gruppi, dell'Associazione nella sua dimensione nazionale.All'insegna quindi di tre verbi - conoscere, comprendere, agire – è stato avviato in Agesci un passo di studio sul tema dell’omosessualità. Lo abbiamo fatto con il convegno del 12.11.2011, ascoltando tre relatori e avviando una riflessione aperta e non discriminatoria, in linea col metodo scout che allena a conoscere, ad accogliere, a valorizzare le persone, a essere testimoni del messaggio cristiano. 

Abbiamo pubblicato gli atti di quel convegno, che invitiamo tutti a leggere e ad approfondire. Come già indicato, si tratta di atti del convegno. Ogni sintesi forzata, o attribuzione agli atti del convegno della natura di linee guida, è dunque impropria e fuorviante. 

La riflessione dell’Associazione sul tema dell’omosessualità prosegue. La sintesi che costruiremo riguarderà naturalmente le linee educative, senza pretesa di giudizio sulla persona in sé. Ci stiamo confrontando su questo tema come abbiamo sempre fatto sugli altri grandi temi che interrogano i giovani e chi si occupa di loro, a partire anche da seminari e convegni: l'educazione alla legalità, le forme di dipendenza, prepararsi alla vita adulta, alla curiosità verso il nuovo senza rinunciare alle radici, alla partecipazione politica, alla responsabilità in tutte le sfere della vita. E questo, a supporto dell’impegno quotidiano degli educatori scout – ai quali va il nostro grazie - che si occupano con spirito di servizio di aiutare la crescita di bambini, adolescenti e giovani, anche in contesti di frontiera e socialmente difficili. Su questi argomenti reali, piuttosto che su ipotesi mal fondate, ci sarebbe molto da scrivere e ci si potrebbe serenamente confrontare. 

Conoscere, comprendere, agire di conseguenza, è il percorso che usiamo.

Cerchiamo di seguirlo e, con faticosa coerenza, di testimoniarlo. Ai ragazzi che ci sono affidati in primo luogo. E poi anche a tutti i nostri interlocutori che ci osservano, che spesso ci stimolano, che talvolta legittimamente non la pensano come noi, che in qualche caso ci giudicano senza aver coniugato quei tre verbi.

I Presidenti del Comitato nazionale

Marilina Laforgia e Matteo Spanò

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Benvenuti nel sito!

  
Il Movimento scout, essenzialmente, è una fraternità di servizio di ragazzi e adulti, una scuola di carattere e di civismo, di alte qualità personali per il bene della comunità. Tutto ciò suona un po' pretenzioso per ciò che è, come la gente lo conosce, una banda di monelli dalle ginocchia nude, con cappelli da cowboy e armati di bastoni scout. Ma ricordate, non è possibile formare il loro carattere con normali metodi scolastici. Vanno usati metodi diversi. 
I ragazzi sono pronti a unirsi a un allegro gioco di fraternità, con la sua sana vita da campo e le utili tecniche pionieristiche. Il loro carattere si sviluppa grazie alla loro esposizione, faccia a faccia, alle bellezze della natura.  Il ragazzo ha un temperamento naturalmente attivo anziché passivo, e noi gli proponiamo occasioni di azioni concrete anziché impegni a parole.

Gli scout perfezionano le loro qualità non solo per se stessi, ma per essere in grado di aiutare la società. In altre parole, si formano per diventare buoni cittadini".

Robert Baden-Powell, 1922


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